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5 cose da NON aspettarsi da Casa di Bambola

Diciamocelo. Ci sono serate e serate.

Passiamo dei venerdì in cui vorremmo sprofondare in una storia emozionante, sabati perfetti per divertirsi senza pretese e domeniche per capire il meglio il mondo di oggi.

Ma che tipo di serata è quella che si trascorre a teatro con “Casa di Bambola”?

La nostra Nora (Marzia Corti) che è sul punto di dire “una cosa molto brutta”…

Ci credete? È più di un anno che ci lavoro sopra e ancora faccio fatica a rispondere!

Ma ci provo lo stesso, cominciando dalla via semplice: vi dico COSA NON È Casa di Bambola.

1. Non è Il “solito” spettacolo della Gilda.
Già! Dimenticatevi Arlecchini, Avari, Principi e Locandiere. Esuliamo persino dal terreno della divulgazione. Stavolta proponiamo semplicemente Ibsen, con tutto quello che comporta.

2. Non è per una serata leggera.
Ecco, se avete bisogno di distendere i nervi e di non pensare a nulla, evitate accuratamente Casa di Bambola!

3. Non è uno spettacolo adatto ai bambini.
Strano ma vero: da sempre abbiamo cercato di parlare a tutte le età, ma ci sono argomenti che ai giovanissimi non interessano, ed emozioni che non capirebbero. Stavolta ci rivolgiamo solo ai maggiorenni… anno più, anno meno.

4. Non crea una netta divisione tra buoni e cattivi.
Perché in Casa di Bambola nulla è come sembra.

5. Non dà nessuna risposta.
In che senso? Nel senso che, pur parlando di temi attualissimi, non pretende di dire l’ultima parola: d’altro canto, una delle grandi conquiste del teatro contemporaneo è che col pubblico si dialoga senza imporre la propria idea, no?

L’espressione di Nora – e forse anche la vostra – a questo punto dell’articolo.

Avete ragione, posso fare meglio di così.

Posso dirvi anche 5 cose che Casa di Bambola è… o almeno posso provarci!

1. È la “solita” Gilda.
Sul palco troverete noi, con la nostra passione per la letteratura teatrale, l’attenzione per ogni dettaglio, l’insaziabile desiderio di regalarvi una serata indimenticabile.

2. È perfetto per provare forti emozioni.
Difficile, se non impossibile, rilassarsi seguendo le montagne russe dei sentimenti e i colpi di scena che Ibsen ha creato… parola di regista!

3. È una storia per i più grandi.
A volte fa bene guardarsi negli occhi e dire: parliamo di qualcosa di serio e andiamo, senza paura, in fondo alla questione. (Anche i bambini sono serissimi, naturalmente. Ma ogni età ha i suoi fantasmi da affrontare, ed è d’obbligo usare un linguaggio adatto per ogni età e sensibilità!)

4. È uno spettacolo animato da personaggi “veri”.
Di una cosa sono certa: vi chiederete continuamente se questo e quel personaggio fanno bene a comportarsi così… e vi domanderete cosa avreste fatto al loro posto. Ibsen, ve lo anticipo, è spietato e non nasconde nessuna ipocrisia! Anche i nostri attori hanno lasciato sangue, sudore e lacrime in sala prove, per gettare ogni maschera e offrirvi la verità più profonda nascosta nei cuori dei loro alter ego!

5. Vi lascia… Una domanda.
Quale? Be’, per chi non conosce la trama e vede Casa di Bambola per la prima volta potrebbe essere: “ma che cosa diamine ho visto?”. Già! Vi assicuro che la “prima volta” è una sprangata in faccia. Forse vi mancherà anche l’istinto di applaudire… e non sareste i primi, visto che già nell’Ottocento un’attrice chiese a Ibsen di cambiare alcune battute del finale! Però credo anche che, trascorso un po’ di tempo per metabolizzare, vi farete ben più di una domanda.
Posso confessarvi la mia, la più impellente? Io ve la dico… io mi domando, ogni volta: “ma accadrà la cosa più meravigliosa?”

Eccola “la cosa più meravigliosa”!

Oltre non oso spingermi. Sarebbe davvero imperdonabile dilungarsi più del necessario su uno spettacolo che, spero, vi arriverà dritto al cuore.

Adesso vi aspetto a teatro… e non vedo l’ora di sapere quale unica, ineludibile e personalissima domanda vi susciterà questo debutto!